Spesso chi mi incontra oggi nei contesti professionali o durante i corsi di Mindfulness tende a farsi un’idea ben precisa di me. Mi immaginano come una persona nata “zen”, naturalmente incline alla lentezza, alla tranquillità e alla pace interiore.

Ti svelo un segreto: non è affatto così. O meglio, non è sempre stato così.

La mia storia con la Mindfulness non inizia con un’illuminazione mistica, ma con una certa dose di scetticismo. Se mi avessi conosciuta anni fa, avresti incontrato una Francesca molto “vivace”, sempre in movimento. Per quella versione di me, l’idea di fermarsi, di “stare” nella calma e nel silenzio, non solo sembrava una perdita di tempo inutile, ma addirittura mi spaventava. Non pensavo di poter scoprire qualcosa di piacevole nel semplice atto di fermarmi.

L’impatto con la pratica (e la voglia di mollare)

Quando mi sono iscritta al mio primo corso MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction), l’impatto con la realtà è stato forte. Il protocollo è serio e richiede impegno: prevede “compiti a casa” quotidiani di circa 45 minuti. Non ti nascondo che all’inizio è stata una sfida enorme.

Ho incontrato l’impazienza. Ho incontrato la frustrazione. Ho incontrato quella voce insidiosa che al mattino mi sussurrava: “Non ne ho voglia, tanto non serve a nulla, ho cose più urgenti da fare”. Ci sono stati giorni pieni di dubbi sulla reale efficacia di quello che stavo facendo.

Perché non ho smesso? Sono una persona precisa e responsabile e questa caratteristica mi ha salvata. Ho deciso di fidarmi del processo, nonostante le resistenze. E giorno dopo giorno, è successo qualcosa. Mi sono resa conto che restare ferma in ascolto di me stessa — che fosse concentrandomi sul respiro o sulle sensazioni del corpo camminando — diventava non solo possibile, ma stranamente “abbordabile”. Quella montagna insormontabile diventava una collina percorribile.

Racconto spesso questo retroscena personale per un motivo preciso: voglio rassicurare chi si sente inadatto. Se senti che la tua mente è troppo agitata per meditare, se pensi di non avere la pazienza necessaria o se credi che la Mindfulness sia qualcosa per persone “già calme”, ti capisco. Ci sono passata anche io.

E se sono riuscita io a trovare un rifugio in quella calma che tanto temevo, sono certa che, con il giusto tempo, possa accadere anche a te.

Francesca Urciuoli Psicologa e Istruttrice Mindfulness Metamorfosi