La psicoterapia è una pratica intima di una persona, che pazientemente si prende cura di sé attraverso il supporto professionale di un’altra persona. E’ un percorso privato che si sviluppa nello spazio di una relazione a due, con modalità e risvolti plurimi e a volte con altri attori in commedia. Esso è per lo più centrato su due persone, un terapeuta professionista e un paziente cliente, un server e un client. Il primo ha una relazione privilegiata con il secondo, che svolge il ruolo economico di cliente e che viene preso in carico come paziente.
La qualità del servizio psicoterapeutico dipende molto dalla motivazione, preparazione e impegno del professionista. Lavorando per lo più in solitudine, avvalersi di intervisioni e supervisioni è necessario per sopravvivere come persone e manutenere il servizio. Allo stesso modo studiare e formarsi è un percorso continuo a spirale, che inizia all’università e prosegue in tanti modi noti. Quale siano le motivazioni è forse un ambito meno dibattuto pubblicamente, sebbene formalmente normato. Il desiderio di conoscere sé stessi? Il bisogno di sopravvivere economicamente? L’ambizione del successo professionale? La volontà di contribuire al benessere personale e sociale?
Le risposte sono per lo più individuali e nella pratica corrente si lavora quasi sempre da soli o al massimo associati, per questioni economiche, commerciali e logistiche. Si agisce come piccoli imprenditori isolati o, forse meglio, proletari professionali e si lascia sullo sfondo la dimensione sociale e pubblica, in perfetta distopica sintonia con le tendenze politiche correnti.
Questo comporta anche possibili significative conseguenze in termini di efficacia. Quando ci si procaccia o “si ingaggiano” clienti si fa un’attività commerciale e promozionale, spesso al limite e confondibile con l’intenzione della cura. Quando fosse necessario interrompere il rapporto un paziente/cliente, ci sono risvolti economici come la perdita del cliente, oltre che professionali come il segno di una “sconfitta” e umani come la fine di una relazione.
Operare insieme ad altri può aiutare a ridurre l’isolamento economico, personale e professionale e a volte evita degenerazioni in co dipendenze insalubri. Metamorfosi è un’opportunità e un progetto da realizzare, anche in questo senso. Cooperare non è semplice né apparentemente necessario, ma è probabilmente un modo particolarmente efficace di contribuire al benessere personale, professionale e sociale.
L’isola che non c’è è quella che ogni terapeuta sogna di essere e non è e quella che tutti i terapeuti possono coraggiosamente immaginare insieme.
