La storia di Francesca V
Una storia di dubbi, coraggio e piccole rivoluzioni attraverso la psicoterapia e l’incontro
La storia è raccontata dalla voce originale di Francesca: puoi ascoltarla premendo il tasto sul player rosso.
Quando chiedere aiuto sembra arrendersi
Come molte persone, ho attraversato momenti di difficoltà e con i miei tempi sono riuscita a superarli.
Questa volta però è stato diverso. Mentre il cuore aveva bisogno delle cure del cardiologo, dentro di me cresceva la sensazione che non fosse l’unica cosa ad aver perso il proprio equilibrio. Chiedere aiuto era come arrendermi. Come ammettere di non essere capace di vivere, di non farcela da sola.
E questa idea mi bruciava profondamente. Ma come si dice, la fame cava il lupo dal bosco. Il mio malessere era profondo, il bisogno di star bene fu più forte del mio orgoglio. Quella fame per fortuna si rivelò più grande del mio ego. E fu così che accettai l’idea della psicoterapia.
Ascolta la voce di Francesca qui sotto:
La sorpresa di essere ascoltata
In attesa della prima seduta speravo di incontrare qualcuno che mi ribaltasse. Che mi provocasse, che mi prendesse per il bavero e scuotendomi mi gridasse: ‘la vita è un’altra cosa, svegliati!’.
E invece, ho incontrato Angela. Angela non mi ha provocata, non mi ha presa per il bavero, non mi ha urlato un bel niente. Mi ha accolto con gentilezza e ha iniziato a conoscermi. Quanto è immenso il potere di qualcuno che cerca di conoscerti senza giudicarti.
Avere davanti qualcuno che è lì per ascoltarti è stato per me come invitare la lepre a correre, come si dice.
Mentre parlavo, Angela ogni tanto strizzava appena gli occhi. Come per mettere a fuoco un pensiero, e annotava una parola, una frase.
E ci tornava. Con precisione chirurgica e con delicatezza.
Ascolta la voce di Francesca qui sotto:
Quando l’aiuto non arriva come ce lo aspettiamo
Dopo i primi incontri, però, quella delicatezza mi sembrava troppo poco. “Basterà davvero?” pensavo. A dirla tutta avrei voluto quasi insegnare ad Angela come si tratta con me. Del resto, lei ancora non sapeva che sono un osso duro.
Poi, un’intuizione. Le intuizioni sono frammenti di libertà. Avevo forse già deciso io come la psicoterapeuta avrebbe dovuto aiutarmi?
Però ho intravisto l’origine di quel senso di solitudine che mi accompagna a volte. Qualcosa che fino a quel momento mi era sfuggito: il mio bisogno di controllo. La mia rigidità.
Sono sicura che Angela quella rigidità l’aveva già vista da tempo, ma non me ne ha mai parlato. Mi ha parlato invece della flessibilità. Non ha insistito sul limite, mi ha mostrato la possibilità.
Ascolta la voce di Francesca qui sotto:
Piccole rivoluzioni
E quasi senza accorgermene, mi sono ritrovata a fidarmi.
Angela mi offre parole che mi aiutano a fare da sola, a trovare il mio modo. Parole che porto con me dopo ogni incontro, che mi accompagnano e come formule magiche continuano a risuonare nelle mie giornate. E con il tempo mi sono accorta che piccole cose stavano cambiando.
Piccoli gesti di ogni giorno: come riuscire a fermarmi davanti a un impulso, a un’urgenza, a respirare, a concedermi tempo. Ad accompagnarmi verso un nuovo sguardo.
Così, senza scossoni, senza mani sul bavero, senza urla e soprattutto senza sforzo, con gentilezza Angela mi ha aiutato a sviluppare briciole di attenzione, in grado di compiere piccole rivoluzioni, a fare ciò che era davvero utile per me. E come per incanto, a compiere una dolce metamorfosi.
Ascolta la voce di Francesca qui sotto:
Il tempo che cura senza avere fretta
Angela ed io ci siamo incontrate attraverso uno schermo. Con ruoli ben distinti, con confini chiari, con un tempo definito, con un compenso economico. Eppure, l’incontro è avvenuto davvero.
Proprio io, che ho un talento per l’eccesso, che sconfino per natura, ho capito che anche i confini possono essere una forma di cura. La parola che mi sono portata a casa dall’ultimo incontro con Angela è stata: temperanza.
E mi è tornato in mente il mio papà, che quando ero ragazzina mi parlava spesso della quattordicesima carta dei tarocchi: La Temperanza, appunto.
Su quella carta è raffigurato un angelo con un piede nell’acqua e uno sulla terra, mentre travasa con infinita delicatezza un fluido da una coppa all’altra, senza lasciarne cadere nemmeno una goccia.
La temperanza è il coraggio della misura. È l’energia che scorre senza disperdersi. È il tempo che cura senza avere fretta.
È il dialogo silenzioso tra il mondo terreno e l’anima, tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare.
E la psicoterapia non mi parla più dei miei limiti, ma di una meravigliosa avventura che è prendersi cura della propria anima, accanto a una brava maestra.
Ascolta la voce di Francesca qui sotto:
Quando chiedere aiuto sembra arrendersi
Come molte persone, ho attraversato momenti di difficoltà e con i miei tempi sono riuscita a superarli.
Questa volta però è stato diverso. Mentre il cuore aveva bisogno delle cure del cardiologo, dentro di me cresceva la sensazione che non fosse l’unica cosa ad aver perso il proprio equilibrio. Chiedere aiuto era come arrendermi. Come ammettere di non essere capace di vivere, di non farcela da sola.
E questa idea mi bruciava profondamente. Ma come si dice, la fame cava il lupo dal bosco. Il mio malessere era profondo, il bisogno di star bene fu più forte del mio orgoglio. Quella fame per fortuna si rivelò più grande del mio ego. E fu così che accettai l’idea della psicoterapia.
Ascolta la voce di Francesca per scoprire i suoi dubbi
La sorpresa di essere ascoltata
In attesa della prima seduta speravo di incontrare qualcuno che mi ribaltasse. Che mi provocasse, che mi prendesse per il bavero e scuotendomi mi gridasse: ‘la vita è un’altra cosa, svegliati!’.
E invece, ho incontrato Angela. Angela non mi ha provocata, non mi ha presa per il bavero, non mi ha urlato un bel niente. Mi ha accolto con gentilezza e ha iniziato a conoscermi. Quanto è immenso il potere di qualcuno che cerca di conoscerti senza giudicarti.
Mentre parlavo, Angela ogni tanto strizzava appena gli occhi. Come per mettere a fuoco un pensiero, e annotava una parola, una frase. E ci tornava. Con precisione chirurgica e con delicatezza.
Ascolta la sorpresa di Francesca:
Quando l’aiuto non arriva come ce lo aspettiamo
Dopo i primi incontri, però, quella delicatezza mi sembrava troppo poco. “Basterà davvero?” pensavo. A dirla tutta avrei voluto quasi insegnare ad Angela come si tratta con me. Del resto, lei ancora non sapeva che sono un osso duro. Poi, un’intuizione. Le intuizioni sono frammenti di libertà. Avevo forse già deciso io come la psicoterapeuta avrebbe dovuto aiutarmi?
Però ho intravisto l’origine di quel senso di solitudine che mi accompagna a volte. Qualcosa che fino a quel momento mi era sfuggito: il mio bisogno di controllo. La mia rigidità.
Sono sicura che Angela quella rigidità l’aveva già vista da tempo, ma non me ne ha mai parlato. Mi ha parlato invece della flessibilità. Non ha insistito sul limite, mi ha mostrato la possibilità.
Ascolta la voce di Francesca qui sotto:
Piccole rivoluzioni
E quasi senza accorgermene, mi sono ritrovata a fidarmi.
Angela mi offre parole che mi aiutano a fare da sola, a trovare il mio modo. Parole che porto con me dopo ogni incontro, che mi accompagnano e come formule magiche continuano a risuonare nelle mie giornate. E con il tempo mi sono accorta che piccole cose stavano cambiando.
Piccoli gesti di ogni giorno: come riuscire a fermarmi davanti a un impulso, a un’urgenza, a respirare, a concedermi tempo. Ad accompagnarmi verso un nuovo sguardo.
Così, senza scossoni, senza mani sul bavero, senza urla e soprattutto senza sforzo, con gentilezza Angela mi ha aiutato a sviluppare briciole di attenzione, in grado di compiere piccole rivoluzioni, a fare ciò che era davvero utile per me. E come per incanto, a compiere una dolce metamorfosi.
Ascolta la voce di Francesca e i suoi cambiamenti:
Il tempo che cura senza avere fretta
Angela ed io ci siamo incontrate attraverso uno schermo. Con ruoli ben distinti, con confini chiari, con un tempo definito, con un compenso economico. Eppure, l’incontro è avvenuto davvero.
Proprio io, che ho un talento per l’eccesso, che sconfino per natura, ho capito che anche i confini possono essere una forma di cura. La parola che mi sono portata a casa dall’ultimo incontro con Angela è stata: temperanza.
E mi è tornato in mente il mio papà, che quando ero ragazzina mi parlava spesso della quattordicesima carta dei tarocchi: La Temperanza, appunto.
Su quella carta è raffigurato un angelo con un piede nell’acqua e uno sulla terra, mentre travasa con infinita delicatezza un fluido da una coppa all’altra, senza lasciarne cadere nemmeno una goccia.
La temperanza è il coraggio della misura. È l’energia che scorre senza disperdersi. È il tempo che cura senza avere fretta.
È il dialogo silenzioso tra il mondo terreno e l’anima, tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare.
E la psicoterapia non mi parla più dei miei limiti, ma di una meravigliosa avventura che è prendersi cura della propria anima, accanto a una brava maestra.
Ascolta come Francesca parla della temperanza:
