trattamento DSARicordiamo il compito di uno studente: apprendere. L’apprendimento efficace non può esimere dalla motivazione e anche questa può essere appresa: deriva dall’atteggiamento dalle persone circostanti ma anche dall’esperienza personale legata a passate esperienze di apprendimento. Quando ci sono Disturbi Specifici di Apprendimento – ma questo può accadere anche con altri tipi di difficoltà scolastiche – le esperienze passate possono essere state di fatica, quindi nel tempo possono diventare fonte di scarsa motivazione e a volte di scarsa autostima.

Quali sono gli obiettivi del trattamento dei DSA?

La presa in carico e il trattamento dei Disturbi Specifici di Apprendimento (ma anche di difficoltà di apprendimento) può porsi come obiettivifinali il migliorare il più possibile la capacità di studiare in autonomia e ridurre il più possibile il senso di fatica – che può derivare da diversi fattori personali o ambientali – in modo da diminuire l’impatto dei deficit o delle difficoltà sulla vita scolastica. Questi sono da considerare come obiettivi a lungo termine perché per raggiungerli possono essere necessari più interventi. Va detto inoltre che in caso di DSA le difficoltà potranno essere progressivamente ridotte ma in generale non completamente eliminate, proprio per le caratteristiche intrinseche alle difficoltà specifiche di apprendimento, e il grado di riduzione delle difficoltà potrà essere diverso a seconda dei casi.

A che età è bene iniziare il trattamento?

Per raggiungere al meglio gli obiettivi a lungo termine è importante iniziare il potenziamento in una età il più possibile precoce. Questo non significa però che se non si è fatto nulla per sostenere gli apprendimenti durante la scuola primaria non sia più possibile intervenire quando lo studente è più grande.

In cosa consiste l’intervento?

E’ importante seguire un percorso che si rifaccia alle evidenze della letteratura scientifica ma che tenga anche in considerazione le caratteristiche individuali di chi manifesta queste difficoltà, in modo da declinare a livello individuale protocolli ri-abilitativi o di potenziamento cognitivo o metacognitivo riconosciuti. Questo può essere fatto in diversi modi: rinforzando le caratteristiche individuali adattive, potenziando le strumentalità carenti, fornendo strumenti e strategie per l’apprendimento in modo da rendere lo studente con difficoltà o con disturbi specifici il protagonista attivo dell’apprendimento.

Per approfondire

Cornoldi, De Beni, gruppo MT (2001), Imparare a studiare, Trento Erickson

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