Piramide MaslowCi sentiamo perennemente insoddisfatti. Stanchi. Stressati. Frustrati.

Perché?

Viviamo una situazione paradossale: ci lamentiamo della crisi e della precarietà, ma contemporaneamente siamo sempre più a rischio nello sviluppare le new addictions.

Le nuove dipendenze non riguardano solo le nuove generazioni, ma la società tutta. Si tratta della continua ripetizione di comportamenti leciti o socialmente accettabili, in quanto fanno parte del normale svolgimento della vita quotidiana: lavoro, gioco d’azzardo, internet, trading online, shopping, uso di videogames e smartphone.
Sembra, quindi, che oggi non si riesca a scindere ciò che si è da ciò che si possiede.

Ad influenzare questo processo, contribuiscono la continua e rapida innovazione tecnologica e le influenze socioculturali che ne derivano. Così, la società attuale può essere paragonata ad una mamma ambivalente: da una parte provoca stress, vuoto e noia nei suoi figli, e dall’altra li stimola all’immediata gratificazione, fornendo degli strumenti più appropriati ai bisogni degli individui. Non è un caso che questi bisogni siano cambiati nel corso di 50 anni così velocemente tanto quanto l’evoluzione delle nuove tecnologie.

Siamo catturati dalla “smania del nuovo”, che ci spinge a voler ricercare qualcosa che non si sa che cosa sia, a non accontentarsi mai di quello che si ha già, a non godere fermamente delle cose fatte. Tutto ciò contiene i semi dell’infelicità e rende estremamente complesso il vivere quotidiano.

Come e cosa fare per vivere meglio?

Partiamo dalle piccole cose. Impariamo a godere di ciò che abbiamo. Sviluppiamo una stima di noi stessi più aderente alla realtà, piuttosto che alle proprie aspettative. Iniziamo a ridefinire in positivo gli eventi della nostra vita, per rinforzare le nostre risorse e potenzialità. Partiamo dai bisogni primari per giungere a quelli di autorealizzazione.

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