diagnosiL’articolo pubblicato su tutti i giornali nei giorni scorsi ci porta a riflettere sulle “diagnosi” degli psicologi e su loro utilizzo.
L’articolo asserisce che gli psicologi incaricati dal Tribunale hanno accertato «una dipendenza del marito non ancora risolta con la madre».

Questa fotografia, che solitamente viene utilizzata come punto di partenza per l’inizio della relazione d’aiuto (si pensi per esempio alla presa in carico terapeutica o alla prescrizione di sostegni genitoriali o personali) o per la protezione dei minori, viene qui utilizzata anche per sancire una decisione di addebito di una separazione.
L’articolo sicuramente non è esaustivo della situazione, ma ci può far riflettere sulla possibilità di un cambiamento rispetto al modo di fare diagnosi.
Può la diagnosi essere usata come attribuzione di “colpa”?
Quale ricaduta ha sulla persona a cui questa fotografia è stata scattata?

Voi cosa ne pensate?