cavalli storiaIl primo ricordo che ho del concetto di “cavallo” è un libro. Era un grande libro verde, con la copertina in plastica dura e con un titolo talmente semplice che se non fosse stato per il sontuoso colore oro sarebbe apparso persino povero e forse poco invitante: “I cavalli”. L’ho scelto in una fiera o in qualche festa di paese…ricordo uno stand e un corridoio pieno di libri di ogni tipo e la mia attenzione per quel grandissimo libro verde con quel titolo così facile da leggere “I CA-VAL-LI”. Quel giorno non ci volle molto per convincere mio padre a comprarlo. Lo conservo ancora e adesso le fotografie della campagna inglese dei primi anni settanta fanno sorridere ma allora per me era un mondo meraviglioso, le foto molto attraenti e il testo (fitto fitto e scritto in piccolo!) scandagliato e sottolineato in maniera imperfetta con un pennarello rosso.

Con l’età quel libro non mi bastava più, il desiderio di vedere e toccare un cavallo in carne e ossa cresceva e siccome nessuno degli amici o dei familiari aveva la più pallida idea di cosa fosse un cavallo cercavo occasioni per incontrarne uno e se questo capitava era per me una grande festa. E ho aspettato e aspettato fino a che un giorno mi sono trovata quasi per caso in montagna con la famiglia a casa dei nonni, una gita di una giornata che mi ha cambiato la vita. Nell’arco di poche ore scopro che in quel paesino esiste un maneggio, lo cerco, lo trovo, mi propongono di uscire a fare una passeggiata, non vedo l’ora. Okay dei miei, vado.
Verde verde, acqua acqua , vento vento. Velocità, respiro, gioia. Libertà.
Io non torno, non torno. Effettivamente quella sera decido di non tornare a casa come da programma e di fermarmi in quello che mi sembrava un vero e proprio Paradiso terrestre:ogni giorno avrei potuto ripetere quella splendida esperienza in mezzo a sentieri di montagna, attraversando ruscelli e galoppando con l’aria nelle orecchie.

Io e Ali in sella copiaIn quel momento è nato qualcosa che non mi ha ancora abbandonato. I cavalli, la loro straordinaria e incomparabile bellezza, le emozioni che procurano, le sensazioni che trasmettono, la gioia che danno ma anche l’impegno, la costanza, il rispetto, l’onestà, la trasparenza e l’umiltà che richiedono sono qualcosa di unico. La copertina di quel libro è stata per me come una porta che aprendosi non si è mai chiusa e che mi ha dato grandi emozioni nel corso della vita.

Oggi, da psicologa, ho capito che la mia esperienza con i cavalli non è stata solo una passione, ma che ha contribuito alla mia crescita, mi ha aiutato ad apprendere, a gestire le emozioni, a relazionarmi con la diversità. Ho capito quanto per un bambino possa essere spontaneo e arricchente il rapporto con un animale fin dai primi anni di vita, e come l’animale possa rappresentare un aiuto e uno stimolo anche per i bambini che hanno meno risorse o sono più in difficoltà nelle relazioni.

Ho pensato allora che sarebbe stato prezioso mettere la mia esperienza a disposizione dei bambini, e da qui è nato il progetto “Cavalcando il futuro”.

I cavalli arriveranno direttamente nel giardino della scuola e bambini piccoli potranno così vivere un incontro insolito e inaspettato, magico, da ricordare nel corso della vita. Guiderò i bambini alla conoscenza dei cavalli, permettendo loro di imparare cose nuove, di riconoscere le proprie emozioni, di relazionarsi col cavallo sperimentando una modalità di comunicazione e delle regole di comportamento.

Per me la storia è cominciata con un libro ma sono convinta che ci siano tante storie che possono cominciare anche grazie a occasioni come questa.

firmafrancesca

 

 

 

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