Alcune volte i genitori alle prese con i figli che devono scegliere a quale scuola iscriversi dopo la terza media rimangono perplessi di fronte ai criteri che utilizzano i loro ragazzi per effettuare tale
scelta: “mio figlio vuole iscriversi al liceo perché ci vanno i suoi amici”…”mia figlia vuole andare a ragioneria perché è vicino a casa”; d’altra parte anche i ragazzi possono altrettanto dirsi dubbiosi
circa alcuni consigli che sentono darsi in famiglia.

Durante le attività di orientamento a cui partecipano a scuola essi talvolta riportano come i genitori vorrebbero che frequentassero una determinata scuola perché “l’hanno fatta tutti in casa mia”, oppure “non fare il liceo perché poi magari non avrai più voglia di studiare e allora è meglio che fai una scuola che ti insegni un mestiere”…

Da una parte la scelta per la scuola superiore attiva nei genitori le aspettative che essi hanno per il futuro dei loro figli e le loro proiezioni narcisistiche sugli stessi, oppure, al contrario, può anche
accadere che vengano alla luce la disistima nei confronti dei loro stessi ragazzi e scarsi investimenti rispetto alle loro capacità intellettive (ho incontrato durante le consultazioni ragazzi molto intuitivi e vivaci intellettualmente i cui genitori descrivevano come svogliati e senza interessi e che avrebbero fatto bene a trovare per loro una scuola di breve corso che li formasse a qualche lavoro).

Nel contempo gli adulti parlano ai ragazzi di un futuro che a loro risulta spesso per lo più sfuggente data la fase di vita in cui essi devono maturare la loro scelta. Infatti, gli adulti parlano a ragazzi che sono da poco alle prese con le turbolenze che l’adolescenza porta con sé e con i processi di costruzione di un’identità ancora da definire.

Pertanto il futuro di cui parlano i ragazzi è molto a breve termine, rispetto a quello che riescono ad immaginarsi i loro adulti di riferimento. Il tempo dell’adolescente è “l’oggi” e il futuro è “domani o poco più”. Nel doversi imbattere in un futuro ai loro occhi ancora molto indefinito, utilizzare come criteri per scegliere elementi del proprio presente o futuro molto prossimo (cosa faranno gli amici, quanta distanza c’è fra casa propria, la nuova scuola e la propria cerchia di amicizia…) può essere allora sentito dai ragazzi come un’ancora di sicurezza rispetto alla nuova ed ignota esperienza che si apprestano ad affrontare.