Cosa sono i DSASpesso si parla di Dislessia come se fosse un sinonimo di D.S.A., ma è un uso improprio del termine, dovuto al fatto che questo è il disturbo più conosciuto e anche quello più a lungo studiato dai ricercatori. A volte si parla di Dislessia riferendosi a difficoltà nel linguaggio, a volte riferendosi a difficoltà nella scrittura o nel calcolo, ma la Dislessia, nell’uso proprio del termine, è il disturbo specifico di apprendimento della lettura strumentale, ovvero della capacità di convertire i segni grafici della scrittura in linguaggio. Questo disturbo causa un aumentato numero di errori e lentezza nella lettura rispetto a quanto previsto per l’età dello studente, con ricadute nello studio e nello svolgimento di compiti scolastici. A volte si presenta insieme ad uno o più degli altri disturbi nella scrittura o nel calcolo, oppure può presentarsi insieme a disturbi dell’attenzione, o a disturbi del linguaggio, o altro.

Tra i DSA troviamo inoltre Disgrafia e Disortografia, disturbi specifici della scrittura in due diverse componenti: nel primo caso si tratta di un disturbo che riguarda le abilità grafo-motorie che causa scrittura illeggibile e disorganizzazione dello spazio della pagina; nel secondo caso si tratta di difficoltà nella scrittura strumentale, ovvero nella capacità di convertire il linguaggio nei segni grafici della scrittura, cui sottendono abilità di codifica fonologica e di competenza ortografica, e che causa un aumentato numero di errori rispetto a quanto normalmente atteso per l’età dello studente.

In ultimo, tra i disturbi specifici troviamo la Discalculia, difficoltà singole o multiple nell’elaborazione dei numeri e delle quantità, o nella lettura e scrittura dei numeri, o negli automatismi del calcolo a mente (es. tabelline o semplici addizioni entro il 10) o del calcolo scritto. Questo disturbo causa lentezza e un aumentato numero di errori rispetto a quanto previsto per l’età dello studente, e può avere ricadute non solo nei compiti scolastici ma anche nelle attività quotidiane che richiedono di elaborare numeri o quantità. Questo disturbo in particolare raramente si presenta isolatamente ma è più spesso associato ad altri DSA.

I DSA si presentano in condizioni di intelligenza normale o ai limiti di norma, in condizioni socio-culturali adeguate e non sono secondari ad altri disturbi, deficit, o a traumi. La ricerca scientifica ha trovato un possibile coinvolgimento di alcuni geni, in effetti questi disturbi presentano una maggiore possibilità di manifestazione tra i membri di una stessa famiglia.
I DSA possono avere importanti ricadute nello studio e nello svolgimento dei compiti scolastici. A livello nazionale I Disturbi Specifici di Apprendimento hanno avuto un importante e recente riconoscimento formale dalla nostra Repubblica grazie alla legge 170 del 2010 seguita poco dopo dal Decreto Ministeriale del 27/12/2012 e dalle allegate Disposizioni Attuative. Questa normativa permette alle scuole di tutelare gli studenti con DSA e di garantire il loro diritto allo studio, prevedendo per loro strumenti e accorgimenti didattici mirati.

Una caratteristica comune a questi disturbi è che causano affaticamento, dovuto al maggiore impegno degli studenti nelle attività in cui hanno una difficoltà specifica. Con la crescita il disturbo tende ad avere manifestazioni meno evidenti, ma spesso gli studenti continuano a fare una maggiore fatica rispetto ai coetanei nelle attività in cui hanno una difficoltà specifica. Spesso gli studenti con questi disturbi hanno una bassa autostima, poiché sentono di non riuscire nelle attività scolastiche nonostante l’impegno che applicano. Una diagnosi tempestiva e un trattamento mirato aiutano a potenziare le abilità deficitarie e a organizzare meglio le risorse cognitive, questo permette una riduzione del senso di fatica e migliora la propria immagine di sé.